CANTINE RUSSO, 60 ANNI DI PASSIONE

Russo Francesco Enologo

Gina Russo Sales Manager

Vale la pena di andar su per i tornanti dell’Etna e scoprire nicchie di gusto e visioni di paesaggi mozzafiato dove lo sguardo si perde a dismisura tra il Vulcano ed i Nebrodi, in una overdose di bellezza che non ha eguali. Ci si imbatte in piccole storie di quotidiana straordinarietà che rivelano trame cucite da sottili fili di emozioni e da tempre d’acciaio. Storie di persone normali che fanno della Sicilia una terra di cui essere orgogliosi. Andiamo a scoprirle. La passione per il vino, per la famiglia Russo, è nel DNA. Amano la terra di Solicchiata, una frazione di una manciata di case a pochi chilometri da Castiglione di Sicilia in quell’unicum straordinario che è l’Etna. Sessant’anni di attività che la famiglia Russo, giunta alla quarta generazione , festeggerà quest’anno insieme a nonno Vincenzo, classe ‘38 che nel 1955 pose le basi di una delle aziende leader nelle produzioni di vini d’eccellenza made in Sicily. “Conosco i miei vigneti uno per uno come se fossero miei figli – dice con uno nodo alla gola Vincenzo senior mentre il suo sguardo si posa con orgoglio a guardare le sue vigne – pietra per pietra, ad occhi chiusi potrei identificarli”. All’inizio con il padre Francesco vendeva vino sfuso come tutte le aziende siciliane prima di quel rinascimento enologico che ha portato la Sicilia nel firmamento di Bacco. “A 18 anni mio padre mi mandò fuori, a Milano a vendere il vino e poi fu la volta della Germania. Lo vendevamo, ricordo a 500 lire il litro – dice nonno Vincenzo – ma poi mi resi conto che il futuro del vino era l’imbottigliamento”. Fonda la “Rusvini”, primo marchio che ancora oggi è una linea di vini IGT. “Solicchiata” il nome del primo vino imbottigliato nel ‘56. Un traguardo per Vincenzo che non ha mai smesso di credere nelle potenzialità della sua terra. E nella forza dei suoi sogni. Anno dopo anno ha costruito con fatica ed impegno i suoi obiettivi di uomo e di imprenditore. Infine, famiglia e lavoro si sono incrociati con i figli Francesco e Gina che hanno seguito le orme paterne. Adesso Cantine Russo è una s.r.l. che porta in giro per il mondo un vino che è frutto di dedizione, caparbietà ed amore. Ma soprattutto di tanto lavoro. “Quando andavo all’asilo scappavo – racconta Francesco 43 anni, enologo – e mi rifugiavo tra le botti. Era mio nonno che mi coinvolgeva e sapevo fin da bambino cosa avrei fatto esattamente da grande. Mi piaceva e mi piace tutto del vino – continua come un fiume in piena – il mondo enologico è una continua sfida perché vanno insieme storia e chimica. E’ ricerca continua in un territorio così unico come quello dell’Etna dove tra un appezzamento e l’altro anche vicini, cambia la peculiarità del terreno dando origini a vini molto diversi l’uno dall’altro. “Francesco come il padre è orgoglioso delle sue radici. Si deve alla sua testardaggine la “creazione” di uno spumante il Mon Pit ’11 primo classificato per la categoria nella Guida ai Vini di Sicilia. Ottenuto dalla vinificazione in bianco del nerello Mascalese con pressatura soffice delle uve, ha una elegante mineralità. I vigneti si estendono tra i 650 e i 1000 m di altezza s.l.m., nelle contrade di Crasà, Piano Daini e Rampante in una zona asciutta e ben ventilata, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte nel periodo della maturazione delle uve. Il differente substrato vulcanico caratterizza i vigneti a seconda della contrada in cui sono localizzati. Oggi l’Azienda vinicola “Cantine Russo s.r.l.” possiede circa 25 ha. di vigneti di proprietà coltivati con i vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio da cui si ottiene l’Etna Rosso DOC Rampante, vino di colore rosso rubino molto fruttato ed armonico che si presta con eleganza all’ invecchiamento che ha ottenuto numerosi riconoscimenti e il Carricante e Catarratto da cui si ottiene l’Etna Bianco DOC Rampante, vivace al sapore e dai profumi ricercati. Vini cha hanno conquistato non solo l’Europa ma anche la Cina, la Turchia, l’Armenia, gli Stati Uniti. A fare la spola da una parte e l’ altra del globo con le bottiglie di vino al seguito, è Gina Russo che fa lo slalom tra gli impegni di madre e di moglie e di imprenditrice. “Dietro al vino, c’è la storia di chi lo produce, del territorio dove nasce, del luogo che racconta-dice con determinazione Gina – le persone vogliono conoscere chi e cosa c’è dentro ad un bicchiere”. Un impegno non da poco per Gina Russo che da un anno è vice presidente del Movimento del Turismo del Vino in Sicilia. “ La nostra è un’azienda aperta all’accoglienza – dice con entusiasmo – siamo ben contenti di aprire le porte della nostra cantina e di far conoscere ai turisti, agli appassionati dove e come nasce il nostro vino e di deliziarlo anche con degustazioni ed abbinamenti di prodotti locali”. Il turista non ne rimarrà deluso. Anzi sarà l’occasione per fare un giro nei dintorni, conoscere anche l’antica Castrum Leonis (Castiglione di Sicilia) con le sue chiese medievali che impreziosiscono le viuzze di uno dei borghi più belli d’Italia che conserva intatto il fascino del tempo. Una meta slow, da assaporare anche col cuore…
Giusy Messina

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